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CATECHISMO 2026/2027
La ripresa delle attività di catechismo per i bambini nati nel 2016-2017-2018 sarà comunicata dai responsabili dei singoli gruppi tramite email/whatsapp.
Alle famiglie dei bambini nati nel 2019 (frequentanti a settembre la seconda elementare) e battezzati in Abbazia sarà inviata una comunicazione a fine settembre.
I genitori dei bambini nati nel 2019 ma battezzati in altre parrocchie possono inviare la richiesta di iscrizione al catechismo entro il mese di settembre all’indirizzo mail [email protected].
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In arrivo la FESTA DELLO SPORT
Partecipare per vivere la vita e la comunione
della Parrocchia.
Se qualcuno volesse dedicare un poco di tempo per essere utile alla riuscita della festa, non esiti a farsi avanti,
siamo tutti ben accetti.
ANNO DELLA PAROLA
«...quando i nostri ragazzi sono in crisi e hanno bisogno di un nutrimento spirituale, sappiamo darglielo?
E come possiamo se noi stessi non ci nutriamo del Vangelo?».
(Leone XIV - Udienza generale, 25 giugno 2025)
E come possiamo se noi stessi non ci nutriamo del Vangelo?».
(Leone XIV - Udienza generale, 25 giugno 2025)
Carissini,
in queste settimane d’estate spero che tu ti stia concedendo un po’ di riposo e di tempo per te e i tuoi cari.
Io proprio negli ultimi giorni penso spesso che ci sono alcune cose che non vanno mai in vacanza. Il dolore e la sofferenza di tante persone continuano anche quando noi siamo lontani dalla quotidianità.
Quindi ho pensato che questo tempo d’estate può essere il tempo giusto per non lasciare che l’attenzione si spenga.
Lo dobbiamo alle tante persone, vittime innocenti delle guerre che ogni giorno causano solo tanta sofferenza.
Lo dobbiamo ai bambini, che troppo presto vengono sottratti alla vita per mano di chi invece dovrebbe proteggerli.
E proprio pensando ai bambini, cito Dostoevskij:
in queste settimane d’estate spero che tu ti stia concedendo un po’ di riposo e di tempo per te e i tuoi cari.
Io proprio negli ultimi giorni penso spesso che ci sono alcune cose che non vanno mai in vacanza. Il dolore e la sofferenza di tante persone continuano anche quando noi siamo lontani dalla quotidianità.
Quindi ho pensato che questo tempo d’estate può essere il tempo giusto per non lasciare che l’attenzione si spenga.
Lo dobbiamo alle tante persone, vittime innocenti delle guerre che ogni giorno causano solo tanta sofferenza.
Lo dobbiamo ai bambini, che troppo presto vengono sottratti alla vita per mano di chi invece dovrebbe proteggerli.
E proprio pensando ai bambini, cito Dostoevskij:
***
“Nessun progresso, nessuna rivoluzione, nessuna guerra potrà valere mai una sola piccola lacrima di bambino.”
Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov
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“Nessun progresso, nessuna rivoluzione, nessuna guerra potrà valere mai una sola piccola lacrima di bambino.”
Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov
***
L'anno scorso, durante una preghiera per la pace a Monte Sole, abbiamo letto uno a uno i nomi di oltre dodicimila bambini palestinesi e israeliani uccisi in Terra Santa.
Abbiamo scelto di pronunciare i loro nomi perché nessuno può essere mai un numero o una statistica. Ogni persona è un nome.
Questi per esempio sono i nomi delle persone, tra cui molti bambini, uccise nell’eccidio di Monte Sole.
Ogni nome di bambino ucciso è una richiesta rivolta a Dio, ma anche a noi uomini, perché li ascoltiamo e ci lasciamo toccare dall'ingiustizia che ha travolto la loro fragilità.
Non c'è una classifica del dolore, ogni bambino è innocente.
Come ricordava Elie Wiesel, «i figli degli assassini non sono assassini, sono bambini».
Per questo siamo chiamati a prendere le distanze da qualsiasi ideologia o calcolo che riduca l'altro a un oggetto o a un nemico. La loro morte ci chiede di scegliere con più intelligenza e più passione la via della pace.
La loro morte, di tutti loro e di ognuno, susciti in noi non soltanto lacrime di commozione, ma scelte finalmente lungimiranti di pace.
Perché mi chiedo: abbiamo fatto tutto quello che potevamo per la pace?
Ogni nome di bambino ucciso è una richiesta rivolta a Dio, ma anche a noi uomini, perché li ascoltiamo e ci lasciamo toccare dall'ingiustizia che ha travolto la loro fragilità.
Non c'è una classifica del dolore, ogni bambino è innocente.
Come ricordava Elie Wiesel, «i figli degli assassini non sono assassini, sono bambini».
Per questo siamo chiamati a prendere le distanze da qualsiasi ideologia o calcolo che riduca l'altro a un oggetto o a un nemico. La loro morte ci chiede di scegliere con più intelligenza e più passione la via della pace.
La loro morte, di tutti loro e di ognuno, susciti in noi non soltanto lacrime di commozione, ma scelte finalmente lungimiranti di pace.
Perché mi chiedo: abbiamo fatto tutto quello che potevamo per la pace?